Ultimo Aggiornamento:Thursday 13 May 2021
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Dalla A alla Zeta
Tiepolo a Venezia PDF Print Email

 

  • Palazzo Ducale: Nettuno offre i doni del mare a Venezia
  • Gallerie dell'Accademia
  • Palazzo Sandi
  • Scuola Grande di S. Rocco
  • Cà Rezzonico
  • Cà Zenobio degli Armeni
  • Palazzo Pisani-Moretta
  • Chiesa degli Scalzi: ospitava un affresco sul tema della Casa di Loreto, perduto in seguito ad un bombardamento austriaco nel 1915; nella Cappella del Redentore si conserva invece la monocromia del Cristo nell'orto degli ulivi (1732); la volta della cappella dedicata a S. Teresa d'Avila, rappresentata con gli occhi bassi, in preghiera
  • Chiesa di S. Stae: Martirio di San Bartolomeo (1722), opera di formazione, sotto l'influenza del Piazzetta, chiaroscuro drammatico
  • Chiesa di S. Polo: Apparizione della Vergine a San Giovanni Nepomuceno (1754), martire boemo del Trecento, canonizzato nel 1729; la pala venne commissionata all'artista dal re di Polonia Augusto III che aveva donato alla chiesa le reliquie del santo
  • Chiesa della Fava: Educazione della Vergine (1732)
  • Basilica di S. Marco, sacrestia: Adorazione del Bambino (1732)
  • Chiesa della Pietà: affresco al centro della navata con l'Incoronazione della Vergine e Celebrazione della Musica (1755), le Virtù teologali e Re David
  • Chiesa di S. Francesco della Vigna: decorazione della Cappella Sagredo
  • Chiesa di S. Maria dei Derelitti (Ospedaletto): ciclo degli Apostoli e il Sacrificio di Isacco (1724)
  • Chiesa dei S. Apostoli: Comunione di Santa Lucia, con i macabri segni del martirio, in forte contrasto con la luminosità dell'ambiente e la bellezza della santa
  • Chiesa di S. Alvise: Incoronazione, Flagellazione e Salita al Calvario (1740)
  • Chiesa dei Gesuati (che sarebbe più corretto però chiamare dei Domenicani): nella quale Tiepolo lavorò nel 1737 affrescandone il soffitto e l'abside.

 

 
PASQUA 2021 e i CAPOLAVORI DEL MUSEO DIOCESANO DI TREVISO PDF Print Email

Pasqua 2021

 
Nell'immagine un particolare del Piviale che le suore di Parigi hanno ricamato in celebrazione del 50° anniversario di sacerdozio di Papa Pio X, uno dei Papi Trevigiani. Il prezioso manufatto è conservato presso il Museo Diocesano di Treviso.

Il palazzo in cui è ospitato il Museo è importante quanto il Museo stesso. Si tratta delle “Canoniche Vecchie”, l’antica sede dei Canonici della Cattedrale di Treviso, una struttura di impianto antichissimo, più volte integrata e restaurata.
Il 7 maggio 1988, dopo parecchi anni di restauro, il Museo viene inaugurato. Ospita reperti provenienti dalla Diocesi di Treviso e pertanto testimoniano la storia territoriale e ne documentano l’evoluzione e la vivacità culturale in un periodo compreso tra il I e il XIX secolo, quasi 2000 anni di storia.
Comprende varie sezioni: archeologia, affreschi, sculture e lapidario, tessuti, pinacoteca e tesoro. Ci sono comunque anche altri elementi preziosi come un antifonario manoscritto su pergamena.
Ecco alcune delle opere conservate: tra gli affreschi, "Il martirio di Tomaso Becket" arcivescovo di Canterbury, uno dei più antichi della città (1260 ca); il Cristo Passo di Tomaso da Modena, l'artista trecentesco autore delle Storie di S. Orsola e della prima immagine conosciuta degli occhiali in storia dell'arte. Databile intorno alla fine del XV secolo, il Cristo coronato di spine, di Pietro de Saliba, nipote di Antonello da Messina. Di epoca rinascimentale e di gusto fiammingo i dipinti di Ludovico Pozzoserrato e di Leandro Bassano e un capolavoro del settecentesco Pompeo Batoni.
E, inoltre: la statua in argento del Patrono San Liberale, guerriero romano, realizzata nel 1600 come ex voto per la fine della peste, quella ricordata dal Manzoni nei Promessi Sposi.

 

 
GIOVANNI ANTONIO DA PORDENONE PDF Print Email

WhatsApp Image 2021-02-04 at 15.41.31SANT'ANTONIO ABATE (fresco first half of the 16th century)

The devotion to Sant'Antonio Abate in the district of San Giuseppe in Treviso

On January 17th, Sant'Antonio Abate is celebrated, one of the most illustrious and long-lived hermits in the history of the church, born around 250 in Egypt. Founder of Monasticism and protector, as well as hermits, even domestic animals and stables. This connection to animals can be traced back to a disease, now scientifically known as herpes zoster or, more commonly, "shingles" which in ancient times made many victims. The Antonian friars built a shelter in France to assist and cure them and the Pope gave them the privilege of freely raising pigs whose fat was used as an antidote to the disease. The pigs of the Antonians wore an identification bell around their necks.
On the day in which the Saint is remembered, the stables and animals are blessed and in some country villages it is still customary to light fires in memory of "the fires of St. Anthony" with a purifying and fertilizing function that marked the passage from winter to spring.
In the images, Sant'Antonio Abate is recognizable by the pastoral staff, by the T-cross, the last letter of the Hebrew alphabet alluding to the end, by the fire, a pig and a bell.
At the Civic Museum of Treviso there is a beautiful image: a fresco by Giovanni d 'Sacchis, known as Pordenone (PN 1483 - FE 1539) detached in 1937 from the small church annexed to the hospice for pilgrims dedicated to the saint and which was located in San Giuseppe until its destruction to build the current overpass. Well, today it could protect against new "pilgrims" arriving or departing from the nearby airport.

 
Veronese in Giorgione's places PDF Print Email

Paolo Caliari was born in Verona in 1528,he had his first artistic experiences in Treviso, then in Mantua at the Gonzaga court; later, he moved to Venice where he became famous with the name of Veronese, and where he also died in 1588.

His father's name was Gabriele and he was a stonemason.
His first master was Antonio Badile who also became his father-in-law.
From Elena Badile, his wife, he had 5 children including Carlo and Gabriele,
who were his collaborators and who, together with his brother Benedetto,Paolo Veronese autoritratto continued his work.
The Veronesian itinerary includes these steps:
Venice, city in which his works are present in lot of churches, such as:
the church of San Sebastiano, San Francesco delle Vigna,
San Giovanni and Paolo, San Giuseppe di Castello,
San Lazzaro dei Mendicanti, San Pietro di Castello,
San Pantalon, San Zulian, San Luca, San Giacomo dell'Orio, San Polo
(in addition to the others colloacted in Palazzo Ducale
and in Gallerie dell'Accademia)
;

In Treviso: Church of S. Maria Maddalena and
the Civic Museum of S. Caterina, Benedetto Caliari ;
In Maser: Villa Barbaro, Palladio's masterpiece;
In Castelfranco: Sacristy of the Cathedral and,
in Sant'Andrea beyond the Muson, Villa Chiminelli frescoed by Benedetto Caliari.

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