Ultimo Aggiornamento:Giovedì 15 Novembre 2018
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Dalla A alla Zeta
PORTA DI SANTI QUARANTA Sec. XVI PDF Stampa Email

porta ss 40La Porta di Santi Quaranta, che introduce nel Borgo omonimo, è stata costruita nel 1517 sotto il podestà Andrea Vendramin che la ornò del suo stemma accanto a quello del Doge Leonardo Loredan. La facciata esterna, più elegante di quella verso la città, è caratterizzata da un'estrema purezza di linee architettoniche e da una grande semplicità di elementi. Al centro vi è il grande arcone d'ingresso sopra il quale campeggia il bel leone Veneto di Annibale De Lotto, posto nel 1909 a cura dell'Associazione Tarvisium -Venetiae, in sostituzione di quello distrutto dai Francesi. Inoltre un'iscrizione dedicata a Bartolomeo D'Alviano, uomo d'armi che collaborò alla costruzione e al completamento della cerchia muraria cinquecentesca e tracce della lapide dedicata a se stesso dal podestà Andrea Vendramin. Secondo il Cima, tale incisione venne scalpellata nel 1691 per ordine della Serenissima Repubblica e, da allora, la Porta Vendramina riprese il suo originario nome di Porta Santi Quaranta.
EVENTI
MERCATINO DELL'ANTIQUARIATO: ogni 4° Domenica del Mese (tranne Gennaio e Luglio)

Oltre a questi appuntamenti:
il 18 e 19 aprile, la tradizionale Festa dei Fiori: Treviso Fior di Citta'.
il 4 ottobre, autunno in Borgo Cavour.
il 29 novembre, aspettando Natale
il 6 - 13 - 20 - 27 dicembre, Natale in Borgo

 

 
TOMBA BRION PDF Stampa Email

Tomba della Famiglia Brion - Carlo ScarpaA San Vito di Altivole, progettata da Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti italiani del Novecento.
“Forma espressa che diventa poesia”. Così Carlo Scarpa sintetizzò il suo intervento: qui lavorò dal 1970 e il 1975 per la famiglia Brion (proprietaria all’epoca del marchio Brionvega) ed è qui, in un angolo quasi nascosto, che l'archidetto ha voluto farsi seppellire.
L’opera e' considerata la summa di tutto il suo lavoro artistico.
Qui l’architettura entra in relazione con lo spazio e dialoga con questo. Nulla appare più lontano da un tetro monumento funebre di quest’opera. Il costante dialogo con il paesaggio circostante, l’acqua come elemento vitale che dà linfa alla costruzione, il controllo della luce nelle diverse ore del giorno i percorsi segnati da elementi architettonici legati tra loro da precisi rimandi simbolici, che spaziano dalla spiritualità del mondo orientale alla razionalità del mondo occidentale.
Non è un cimitero classico, triste, ma un Eden che ci insegnia un senso importante della vita: L'Uomo è il risultato di tutto quello che la storia gli ha insegnato e il cimitero Brion ci testimonia questa grande eredità.
Tutto questo spiega il perché questo monumento funebre nel cimitero di un piccolo paese raccolga da decenni migliaia di visitatori che qui giungono da ogni parte del mondo. Tutti contagiati dallo stesso senso di pace che emana il giardino di Carlo Scarpa.

 
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